PALAZZO SBARDELLATI
Piazza Podestà, 13
La famiglia Tartarotti vi abitò dal 1715 al 1730. Oggi ospita gli uffici del Comune.
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Qui la famiglia Tartarotti abita dal 1715 al 1730. È la Rovereto del primo Settecento: vivace sul piano economico (seta, bozzoli, manifatture), meno attrezzata sul piano librario. L’assenza di biblioteche pubbliche e la rarefazione dei testi sono ferite che Girolamo registra, e che diventeranno molla della sua vocazione. In una lettera definisce Rovereto «luogo privo affatto di libri, di librerie e di persone letterate e amanti de’ buoni studi», frase amara e lucidissima, specchio di una perifericità culturale che lo spingerà a colmare lacune con disciplina e desiderio. Il giovane che era rimasto “appena fra i mediocri” al Ginnasio si ricostruisce come autodidatta, con studi severi di latino e poi filosofia, scoprendo che la mancanza può diventare metodo.
«luogo privo affatto di libri, di librerie e di persone letterate e amanti de’ buoni studi».
